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Le liberalizzazioni, il modello ordo liberista e le schiavitù di massa.

Pubblicato da Pasquale Giugliano in liberalizzaizoni · 27/10/2019 10:40:00
Tags: LIBERALIZZAZIONI
Le liberalizzazioni, il modello ordo liberista e le schiavitù di massa.

Breve storia triste, ma con epilogo finale che lascia aperte grandi speranze!

Correva l'inizio del secondo millennio, poco più di 10 anni fa, anche se sembra un secolo.

In quel tempo, che oggi pare tanto lontano, c'erano delle regole, dei principi ed anche i lavoratori autonomi godevano di qualche garanzia, di piccole certezze che rendevano serena la loro esistenza.

Improvvisamente apparve all'orizzonte uno smacchiatore di giaguari, portando con sé una ideologia malata, che pian piano si diffuse come un virus maligno, che i più chiamarono NEO LIBERISMO.

I faccendieri del capitalismo furono investiti della libertà di sfruttare il popolo dei lavoratori e con essi i PROFESSIONISTI, vennero perduti o più elementari diritti costituzionali.

Un disastro di enormi proporzioni, tutte le attività con p. IVA ne pagarono le amare conseguenze :

a fronte di una licenza commerciale che avevano acquistato al prezzo di una casa, con enormi sacrifici e con mutui anche ventennali, si ritrovarono tra le mani una carta straccia, totalmente priva di valore, e i loro figli espropriati del bene principale e senza nemmeno un seppur minimo indennizzo .

Le licenze diventarono libere, la concorrenza spietata toglieva il fiato; fino all'ultimo sangue si iniziò a combattere, non più per mettere da parte qualcosa per la pensione, ma solo per la sopravvivenza.

Un bar sorgeva accanto all'altro, un barbiere che sopravviveva con dignità si ritrovò altri concorrenti nello spazio di pochi metri.
Il mondo diventava difficile.

Non più certezze, non più futuro ma paura, improvvisamente tutto era deregolamentato

Le attività con cui si mantenevano le famiglie furono scaraventate in un limbo di precarietà, in balia dell'ordo capitalismo che avanzava insieme alla selvaggia idea delle liberalizzazioni, viste come la panacea di tutti i mali.

Le non leggi del mercato e del caso avevano sostituito il buon senso e la buona società civile, fatta di regole, di diritti, di sicurezze..

Venne la rabbia, l'Europa ce lo chiedeva, noi obbedivamo come cagnolini al guinzaglio dei poteri forti,

una parte del popolo, quella geneticamente più influenzabile, pensò fosse il progresso, mentre eravamo appena entrati nel peggior incubo, fino a poco prima nemmeno immaginabile....

I professionisti fecero la stessa fine, la mancanza di tariffe rese pian piano la categoria sempre più povera, e sempre più esposta;

perdemmo autorevolezza e la capacità di influenzare positivamente la virtuosa crescita delle città, diventammo via via sempre più impotenti;

di contro i palazzinari approfittando della morte dei nostri diritti, ebbero grande potere speculativo, e s'impadronirono dei processi di trasformazione edilizia ed urbanistica.

Un tempo avere uno studio era una garanzia, un bene che poteva trasferirsi anche ai propri figli e un valore aggiunto che aveva un prezzo,

era il giusto contrappeso, mentre i dipendenti pubblici avevano una buona pensione, il Tfr, il giorno libero, le ferie e le malattie pagate, le attrezzature e le utenze d'ufficio gratis, gli incentivi vari, (direi giustamente) noi avevamo l'attività e il buon nome dello studio.

Il liberismo ci tolse anche questo punto fermo, improvvisamente venne meno quest'ancora di salvezza,

la mancanza di tariffe, spinse la committenza, che ci ha sempre visti non come un valore aggiunto, ma come un onere burocratico da assolvere al più basso prezzo, necessari meramente per entrare in possesso di un pezzo di carta,

preferiva perfetti sconosciuti di dubbia mortalità, trovati su internet purché si proponessero a prezzi via via sempre più bassi.

Da anni ci stiamo spendendo per influenzare l'opinione politica e pubblica, perché ci sia un cambio di rotta, perché questa è la direzione che porterà tutti verso un profondo baratro.

Ci stiamo riuscendo.

"Gutta cavat lapidem", a poco a poco, le nostre denunce quotidiane, il nostro persistere ed informare, avvalendoci dei gruppi di discussione, della pagina fb con 30.000 mi piace,
sta riscuotendo risultati, e stimolando la curiosità e perché no la paura della cattiva politica.

Siamo diventati grandi, abbiamo facoltà di parola, e la nostra parola nel bene o nel male è visualizzata da 80/100.000 persone a settimana...

Siamo possibili contrappositori che riescono ad comunicare con una vasta platea di professionisti.

I" buoni" ci vogliono piuttosto dalla loro parte perché hanno capito del nostro profondo disagio che influenza gli interessi globali della popolazione, i "cattivi" ci vogliono dalla loro perché meglio che contro di loro.

Siamo stati invitati alla Camera dei deputati, per parlare delle problematiche di questa categoria,

ritorneremo nuovamente su invito già pre annunciato e nel breve lasso di tempo.

Presenteremo la nostra proposta di legge, che per il momento riguarda una piccola parte dei punti che già ci avete approvato nella petizione nazionale che ha raggiunto circa 9000 firme.

Incrociamo le dita, aiutateci a diffondere queste idee, aiutateci a salvare la categoria e per analogia milioni di persone che godono o subiscono i risultati delle nostre attività intellettuali.

Ricordate sempre che le attività progettuali riservate, se compensate secondo un criterio di decenza e di proporzionalità con l'impegno profuso, possono rappresentare un valore aggiunto non banalmente a vantaggio della sola committenza, ma per tutti i cittadini che involontariamente fruiscono del mondo che progettiamo.





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